DEPURAZIONE, TRATTAMENTO E RICICLO: IL NESSO TRA ACQUA, ENERGIA E CARBONIO

Si è svolto a Verona l’11 aprile 2017 alle ore 17.00 il convegno convegno depurazione, trattamento e riciclo: il nesso tra acqua, energia e carbonio. Da Verona alla California per studiare e mettere a punto tecnologie innovative in grado di migliorare l’uso efficiente delle risorse idriche, attraverso un trattamento intelligente delle acque reflue che salvaguardi salute pubblica e qualità ambientale.

A parlarne Diego Rosso, veronese, professore associato del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale alla “Henry Samueli School of Engineering” della Irvine University in California – dove dirige il Water Energy Nexus Center – nell’ambito del convegno: “Depurazione, trattamento e riciclo: il nesso tra acqua, energia e carbonio”.

 

Una laurea in ingegneria chimica all’Università di Padova nel 2002, un master e un dottorato di ricerca in ingegneria civile all’Università UCLA a Los Angeles, il prof. Diego Rosso studia dal 2000 il nesso tra acqua, energia e carbonio nei processi di depurazione, trattamento e riciclo delle acque con particolare riferimento alle problematiche connesse all’efficienza di aerazione, l’impronta energetica e di carbonio e la produzione ed emissione di gas serra da impianti di depurazione.

Nel suo intervento saranno presentate misurazioni e modelli condotti sul campo in diverse aree del mondo – in questi anni ha testato impianti in tutti gli Stati Uniti, Canada, Australia, Austria e Arabia Saudita – e saranno illustrati gli effetti delle variazioni quotidiane di immissione e le caratteristiche di processo con particolare riguardo alla produzione di energia e ai costi.

Proprio il tema della “Wastewater”, cioè le acque reflue – quelle che dagli impianti di depurazione civili e industriali vengono scaricate nei corpi d’acqua – è stato al centro della Giornata mondiale dell’acqua indetta dall’Onu e celebrata il 22 marzo scorso.

L’Italia, sia pure con “macchie di eccellenza”, paga un gap infrastrutturale del settore idrico rispetto al contesto europeo: acquedotti vecchi da un lato con il 60% delle infrastrutture messo in posa oltre 30 anni fa – delle quali il 25% con più di 50 anni – e una depurazione “assente” dall’altra per l’11% dei cittadini con danni per l’ambiente, per i fiumi e per i laghi.

 

Diventa sempre più indispensabile attuare quella “economia circolare” che sappia mettere in rete centri di ricerca, istituzioni, enti di gestione e distribuzione perché si faccia squadra nel lavorare a una gestione intelligente dell’efficienza energetica nella gestione delle acque reflue, sfruttandone il potenziale di riconversione, ottimizzazione, riduzione e recupero; puntare sul trattamento completo delle acque reflue, migliorare la distribuzione e l’uso finale delle risorse idriche; saper quantificare e gestire le emissioni di gas serra scaturiti da questi processi di depurazione per la salvaguardia ambientale. Sfruttare cioè le sinergie produttive tra i sistemi idrici ed energetici per aumentare l’informazione e l’educazione di tutti i fruitori e promuovere l’uso sicuro e produttivo delle risorse idriche non tradizionali.

Autore: Karin Cipriani
Tag

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login

Lost your password?