Fondi Europei: impariamo a conoscerli

Si fa un gran parlare di fondi UE, e delle grandi potenzialità che la programmazione dei fondi rivestono per l’economia dei Paesi Membri, ma la realtà è che le ricadute che si vedono nella pratica quotidiana, almeno per la gran parte di noi, sono molto poche. Questo dal punto di vista dei professionisti, ma anche della piccola e media industria, che così ampiamente caratterizza il tessuto industriale del nostro territorio. A riprova di questo si devono registrare i dati storici di bassa fruizione dei Fondi e i sistematici bollettini di “insuccesso” divulgati dalla stampa che indicano come l’Italia ancora non riesca a sfruttare a pieno i programmi di incentivazione europei, anche se va detto che nell’ultimo periodo la situazione sta migliorando.

Il tema è importante, emergente (da molti anni ormai…) eppure complesso e non facile da affrontare in veste costruttiva. La sfida è non fermarsi a registrare le difficoltà, che oggettivamente ci sono, ma piuttosto chiederci ancora e sempre di più come cogliere le opportunità, anche queste concrete, ciascuno dal punto di vista della propria categoria di appartenenza. Gli ingegneri sono una categoria che ama le sfide e il cui mestiere è “progettare il cambiamento” (…mi si permetta una citazione dall’ultimo congresso nazionale Palermo 2016 2), e allora la vera domanda è: cosa possiamo fare noi?

Questo inverno il Comitato Paritetico Interprofessionale di Verona in collaborazione con la Camera di Commercio di Verona nell’ambito delle iniziative volte a incentivare l’imprenditorialità femminile ha organizzato un corso di Europrogettazione tenuto da Eurosportello Veneto (ufficio dell’Unione Europea, ospitato da Unioncamere del Veneto, www.eurosportelloveneto.it). Abbiamo partecipato come Ordine con quattro ingegneri per sei giornate di lezione sui temi più generali e con un focus finale sui “professionisti” insieme ad altri rappresentanti delle professioni: architetti, geometri, commercialisti, avvocati, “ consulenti del lavoro, medici, veterinari. Dalla frequentazione a questo breve corso sono nati alcuni spunti di lavoro, che sono illustrati in questo breve articolo. Il primo e più importante è questo: è necessario informarsi, conoscere, sapere di più su questo tema.

E quindi è fondamentale per la categoria intessere relazioni, partecipare a reti e organizzazioni dedicate. Solo aprendosi a realtà più vaste infatti potremo avere la prospettiva di parte- cipare effettivamente a un contesto così ampio e articolato come la programmazione dei Fondi Europei.

 

Professionisti e UE

Per l’Italia oggi i liberi professionisti sono equiparati alle imprese nell’accesso ai fondi europei: lo ha chiarito il comma 475 del maxi emendamento alla Legge di Stabilità 2016, che recepisce quello che già dicevano le direttive europee. In pratica i professionisti possono accedere come le PMI ai piani operativi regionali e nazionali dei fondi sociali europei (FSE) e del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), relativi alla programmazione 2014-2020.

Per l’Europa i liberi professionisti erano già equiparati a imprese in quanto soggetti economici a tutti gli effetti. Anzi la programmazione UE 2014 – 2020 riconosce ai professionisti un ruolo fondamentale per il conseguimento degli obiettivi comunitari: questo è indicato in modo esplicito sui documenti della Commissione che fissano le politiche alla base di tutti i programmi di finanziamento attraverso i Fondi UE. Da dove viene questa considerazione? Certamente dal fatto che in UE operano circa 3,7 milioni di imprese nel campo dei servizi professionali, scientifici e tecnici. Un settore produttivo responsabile dell’occupazione di 11 milioni di persone, il 22% della forza lavoro, per un indotto di oltre 560 miliardi di euro. Inoltre è probabile che in ambito UE si sia fatta strada la consapevolezza che il settore delle professioni è spesso declinato con capacità di innovazione, alta qualificazione, forte propensione al cambiamento…Come rispondere a questa chiamata? 

Bisogna anzitutto sgombrare il campo da una discutibile aspettativa da parte degli enti gestori dei programmi che il professionista sia un prestatore di servizio che può produrre a proprie spese l’europrogettazione (attività di grande contenuto tecnico, per cui servono mezzi, strumenti e molteplici competenze di base e specialistiche) al fine di consentire ad altri portatori di interesse (aziende, amministratori, enti beneficiari dei fondi) di godere del frutto in caso di assegnazione del bando. Come ordine ingegneri ci siamo trovati in passato a respingere questa visione, che pure può essere la scelta libera di rischio che deve far fronte alle risorse necessarie alla partecipazione del bando , e quindi alla progettazione, tanto più che all’assegnazione del fondo non beneficia il progettista ma il fruitore del programma o dell’opera.

Fatta questa precisazione importante i professionisti sono certamente desiderosi di partecipare con le loro competenze e la loro professionalità a questa sfida, forse non sono sempre ancora pronti, non certo impreparazione tecnica ma per un gap culturale e dinamiche che fino ad oggi non li hanno visti protagonistidei cambiamenti in atto.

I professionisti devono dunque cercare di diventare essi stessi soggetti promotori, e quindi beneficiari dei programmi europei, uscire dal mero target del “progettista” o “esperto”, indossare con convinzione il nuovo cappello di “portatori di interesse” (stakeholders) e partecipare a pieno titolo alla competizione europea.

Per fare questo certamente servirà un lavoro di squadra ad ampio raggio fatto dagli ordini, dai rappresentanti delle categorie interessate, dagli intermediari europei… ma intanto anche il singolo professionista può iniziare a fare parte di questo cambiamento, mettendosi in gioco su quello che già è alla portata della propria dimensione di questa partita, per esempio il programma di mobilità Erasmus+ aperto ai professionisti di cui al paragrafo in chiusura.

 

Alcuni spunti per iniziare il lavoro

Per chi volesse approfondire l’argomento dal punto di vista “culturale” anche in vista poi di applicarlo in modo concreto nel proprio ambito lavorativo, ecco alcuni suggerimenti. Possiamo come primo approccio leggerci la programmazione della nostra Regione (http://www.regione.veneto.it/web/ programmi-comunitari).

Sul sito sono pubblicati i principali programmi di finanzia- mento gestiti dalla Regione (fondi sociali europei FSE e fondo europeo di sviluppo regionale FESR) e l’elenco di chi ne ha goduto: è utile per verificare a chi e per cosa questi soldi o agevolazioni stanno girando. Contrariamente a quello che si è portati a pensare non ci sono solo iniziative nel campo della formazione… Per quanto difficile per un tecnico (sembra sempre che non ci sia scritto niente di concreto…, ma parlo per me, ovviamente) è anche raccomandabile sforzarsi di leggere qualche documento di programmazione: qualcosa si impara sempre, se non altro la terminologia.

Per avere una visione più ampia è ancora meglio fare riferi- mento al sito di Eurosportello che rilancia tutti i bandi pubblicati e gestiti direttamente dalla UE. La lettura è particolarmente utile per farsi un’idea degli ambiti di interesse per la UE e di cosa è richiesto per la partecipazione, cominciando più che dai documenti di programmazione “dalla coda”, ovvero leggendosi qualche contenuto delle richieste attive (calls for proposal, qui gli ingegneri sono più a loro agio):

– bandi e programmi attivi, news, report periodici (http://www.eurosportelloveneto.it/bandi_e_cooperazioni.asp): in queste sezioni sono riportate le calls in scadenza, i programmi di riferimento; ogni programma ha in genere un sito multilingua dedicato su cui è possibile trovare tutte le informazioni quali gli obiettivi, i destinatari, le modalità e i tempi di erogazione; ogni programma genera quindi una o più chiamate (calls) in forma di bando che viene pubblicato e di cui possiamo anche scaricare gli allegati per capire meglio la logica sottesa(requisiti, obiettivi, durata..).

– ricerca partner (http://www.eurosportelloveneto.it/coop_partner.asp): in questa sezione diverse ricerche di contatto da parte di potenziali partner UE A titolo personale in base alla nostra esperienza possiamo anche valutare l’iscrizione nei data base di ricerca personale qualificato che opera nel campo dei Fondi UE:

– ricerca esperti (http://www.eurosportelloveneto.it/)

– ricerca esperti distaccati su attività della commissione UE e/o su programmi specifici Ricerca esperti Nazionali Distaccati (END) (http://www.eicveneto.it/bandiDett.asp?tpl=UE&pId=26): questa è la selezione di ricerca profili da parte della commissione UE, e quindi concrete opportunità di lavoro , per lo più all’estero in paesi membri ma anche extra UE.

Il programma Erasmus+ per professionisti

In ultimo una bella e interessante opportunità già concreta: partecipare a un programma di mobilità tra professionisti in ambito UE.
Il Programma in questione si chiama “Erasmus+ giovani imprendi- tori/professionisti” ed è gestito direttamente dalla Commissione Europea tramite l’intermediario locale (Eurosportello Veneto). In breve il progetto finanzia con “borse” professionisti giovani (young = da meno di tre anni, ovvero non ancora professionisti ma con un progetto di apertura di uno studio, indipendente- mente dall’età) ospitati da studi tecnici di professionisti ospitanti (senior). Tutti i dettagli sono indicati sul sito del programma (http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/index.php?lan=it) è possibile candidarsi on-line sia per la figura di young che di senior. La durata della permanenza è da un mese a massimo sei. Ogni professionista singolo (non è richiesta P.IVA per la figura young) può candidarsi ad ospitare o a spostarsi sul database presente sul sito. La candidatura è valutata da un centro di contatto locale che fornisce supporto ed orienta- mento a richiesta.

Da segnalare infine che Verona la CCIA Verona è disponibile a sostenere la partecipazione al progetto di professioniste (senior e young) nell’ambito della promozione dell’imprenditoria femminile. Per informazioni o per contribuire alla discussione si prega di fare riferimento alla Commissione Pari Opportunità dell’Ordine Ingegneri di Verona inviando una mail alla segreteria dell’ordine (ordine@ingegneri.vr.it).

 

Giovanna Ghio 

Ingegnere

ghio.giovanna@alice.it

Autore: Karin Cipriani
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