Giovani Ingegneri e il confronto con il MISE

Eh NO! Ingegneri Low Cost NO! Questa è stata la frase che ridondava sul gruppo WhatsApp del Network Giovani Ingegneri qualche mese fa. La causa del trambusto è stata la Brochure prodotta dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per invogliare gli investitori stranieri a scegliere l’Italia e i suoi professionisti per i loro progetti di sviluppo futuri.

La campagna del MISE denominata “Invest in Italy”, scaricabile dal sito www.investinitaly.com e distribuita nelle principali occasioni d’incontro con investitori esteri, al capitolo “Human Capital & Talent” riporta le seguenti parole: “In Italy the quality/cost ratio of highly specialized profiles is extremely competitive with other European nations. An engineer in Italy earns an average annual salary of 38,500€, while in other European countries the same profile earns on average over 48,500€ per year.”

Campagna #IngLowCost

Per prima cosa il NGI ha promosso la campagna di comunicazione #IngLowCost, composta da una raffica di vignette che associavano alle bradipe azioni e innovazioni messe in campo dal nostro governo, per affrontare la crisi, delle ironiche e sarcastiche frasi che richiamavano la possibilità di avere in Italia degli ingegneri “in offerta speciale”.

La visibilità che hanno avuto? Fuori dalle aspettative. La campagna ha raggiunto 20.000 visualizzazioni, oltre alle centinaia di condivisioni su Facebook. La campagna è diventata così tanto virale sui social network che la redazione del NGI è stata contattata dal programma “Presa Diretta” per una intervista sul tema.

Toc Toc, MISE
Non ci siamo accontentati della campagna sui social network, bisognava cambiare le cose o almeno provarci. Nei primi giorni di ottobre è stata inviata una lettera al Ministero, direttamente dalla presidenza del CNI, dove si spiegava che gli investitori stranieri sanno molto bene il valore dei nostri colleghi, visto l’elevato numero di “cervelli in fuga” e, seppure abbiamo apprezzato l’impegno per portare investimenti in Italia mantenendo sul territorio competenze e risorse, riteniamo che il criterio del salario basso non sia un parametro valido per consentire di valutare il valore aziendale di un Ingegnere. Siamo certi che un investitore straniero sarebbe orgoglioso di pagare un salario maggiore a fronte di un minore costo del lavoro. Quel che ci rammarica è che, trasmettendo il messaggio che in Italia gli ingegneri sono pagati poco rispetto alle altre nazioni europee, si va a svalutare il valore di una categoria che contribuisce in modo di uso ed esteso a creare valore nella nostra Nazione. In Italia è urgente attuare una seria e sistematica politica di valorizzazione dell’attività professionale dell’ingegnere, che non punti a trattenere i professionisti in Italia solo per lavorare “Low Cost”, ma che li incentivi a restare con il giusto compenso perché il Paese ha stima del loro operato e ne riconosce il valore e l’importanza a livello sociale ed economico. Siamo ancora qui perché manteniamo viva la speranza che “l’ingegnere Low Cost” non diventi la regola e il punto di forza, ma l’eccezione. Siamo ancora qui perché speriamo che la valorizzazione del capitale umano di un Paese abbia ancora importanza, nella visione del bene comune e dello sviluppo innovativo del Paese. Un Paese senza giovani è già morto. Un’ Italia senza giovani Ingegneri non ha futuro.

Presa diretta
Non è passato molto tempo dall’invio della lettera al Ministero che il CNI è stato contattato per un incontro chiari catore tra il Ministro Calenda e una rappresen- tanza del Network Giovani Ingegneri. La prima convocazione è saltata a causa delle dimissioni del Presidente del Consiglio renzi. Non è stato però annullato l’appun- tamento con il programma “Presa diretta”, organizzato per lo stesso pomeriggio e mandato in onda il 30 gennaio scorso. Nell’incontro è stato denunciato che il 53% degli iscritti agli ordini professionali ha meno di 45 anni, e che il reddito medio è passato dai 43 mila Euro del 2008 ai 31 mila Euro del 2016.

È stato evidenziato che i giovani liberi professionisti si sentono fortunati se arrivano a 15 mila euro lordi l’anno e che negli ultimi 6 anni il mercato dell’inge- gneria ha perso oltre tre quarti del suo valore: dai 23 miliardi di euro del 2009 a poco più di 5 miliardi del 2015.

Primo incontro con il Ministro
Il 12 gennaio è avvenuto finalmente il primo incontro; vi hanno partecipano oltre a quattro delegati del NGI, anche il Ministro Calenda, il Segretario Generale del Ministero dello Sviluppo Economico, e il presidente del CNI Armando Zambrano e i consiglieri Gianni Massa e Luca Scappini. Il Ministro ha aperto la riunione manifestando il proprio interesse ad interloquire con i Giovani Ingegneri, a rontando inizialmente il tema della brochure “Invest in Italy”.

Egli ha da subito spiegato in modo molto diretto che la frase sul basso compenso medio degli ingegneri era stata inserita con la finalità di portarci maggior lavoro e con l’idea che potesse costituire una forte leva per attrarre investimenti. Seppur non condividendo la nostra posizione si è reso disponibile, qualora la frase offendesse la dignità dei giovani ingegneri, a valutarne la sostituzione con un’altra suggerita dal NGI in tempo utile per la stampa della nuova brochure, cioè entro 20 giorni. L’occasione dell’incontro con il ministro è stata sfruttata inoltre dai nostri delegati per presentare un documento che riportava argomenti, problematiche ma soprattutto delle possibili soluzioni su quei temi che sono particolarmente sentiti dai giovani ingegneri.

È stata anche occasione per correggere l’erronea idea del Ministro che gli studi professionali italiani siano normalmente composti da un ingegnere capo con 5/6 dipendenti.
Nel limitato tempo disponibile si è quindi parlato di:
– Creazione di un tavolo di lavoro MISE-CNI-NGI con incontri periodici;
– Incentivazione dell’accesso dei giovani professionisti ai bandi pubblici;
– Sostegno della libera professione con incentivi di avvio e sgravi scali;
– Valorizzazione degli ingegneri dipendenti e riduzione del cuneo scale;
– Incentivi progressivi alle imprese che creino occupazione stabile in Italia;
– Creazione di occupazione mediante investimenti in infrastrutturazione materiale ed immateriale, valorizzazione della prevenzione del rischio sismico ed idrogeologico e dell’efficienza energetica, nonché un’importante incentivazione nell’area digitale legata al piano Industria 4.0;
– Bandi MISE con fondi europei aperti anche ai liberi professionisti. Il Ministro si è dimostrato interessato ai temi presentati, manifestando la volontà di puntare su proposte pragmatiche e realizzabili in tempi contenuti e richiedendo approfondimenti concreti da presentare entro 20 giorni.

È nato così un tavolo di confronto diretto con il Network Giovani Ingegneri (cosa che non era mai avvenuta nemmeno per il CNI), importante occasione per dare forma a un rapporto di collaborazione istituzionale con il Ministro dello Sviluppo Economico, al fine di individuare politiche e strategie utili a migliorare la condizione della nostra categoria in settori strategici per il paese. Nei tempi richiesti è stata inviata la risposta al Ministro dove si proponeva di sostituire la frase “incriminata” con: “In Italy the competency of highly specialized profiles is extremely competitive with other European nations. The highly marketable skills of Italian engineers gives an extraordinary added value to companies employing them”.

È stato inoltre proposto di modificare un’ulteriore parte del testo presente sul volantino eliminando il concetto che la crescita dei salari in Italia è inferiore rispetto al resto d’Europa, nell’ottica di puntare sempre sulla competitività: […] “Italy o ers highly skilled workforce with a competitive wage level compared to the rest of UE” […].

Secondo incontro con il ministro
L’1 febbraio è stato calendarizzato il successivo incontro tra il Network Giovani Ingegneri e i tecnici del Ministro dello Sviluppo Economico, al ne di valutare le nostre proposte in modo adeguato, veri candone la possibilità di attuazione e soprattutto la sostenibilità. Il tempo per lavorare a delle proposte concrete era molto poco, specie per un gruppo che è composto da rappresentanti provinciali sparsi sul tutto il territorio italiano, e considerando che tutto il materiale prodotto doveva vagliato dal Centro Studi e dal CNI. Dopo notti di discussioni in conference call, gruppi WhatsApp ed e-mail, è stato redatto un documento articolato su più punti e temi alcuni molto approfonditi e altri ancora allo stato embrionale. Gli argomenti sui quali il Ministero ha manifestato interesse per approfondimenti ed eventuali successivi incontri sono i seguenti:

Tema “INDUSTRIA 4.0″
Legge di Bilancio 2017 – Inserimento delle spese relative alle consulenze tecniche (relative agli investimenti per l’acquisto delle attrezzature soggette a iperammortamento), tra i costi di iperammortamento; Politiche volte a sostenere la creazione e sviluppo degli RTO (research and Technology Organization) per favorire i processi di trasferimento tecnologico della ricerca di base verso le imprese e favorire l’impiego di ingegneri altamente quali cati: il piano industria 4.0 prevede la creazione dei “competence centre” che vanno proprio in questa direzione.

Tema “FONDI EUROPEI”
Il MISE nei suoi bandi mette già tra i beneficiari i liberi professionisti, ma essendo bandi di grandi importi (investimenti minimi di 80k€ per ciascun partner di progetto) sono consapevoli che non sono facilmente attrattivi per i singoli professioni; allo stato attuale i bandi del MISE sono tutti di questa taglia. Controllo dei bandi regionali: si è chiesto al MISE la disponibilità a monitorare i bandi regionali per verificare che i liberi professionisti siano inseriti tra i beneficiari; il ministero però non si è dimostrato interessato a fare tale tipologia di monitoraggio, essendo i bandi regionali di esclusiva competenza delle singole regioni.

Tema “LLPP”
Andamento congiunto: si è ribadito l’impegno ad aprire un tavolo congiunto con il MISE per la valorizzazione dei giovani ingegneri nei LLPP, sia sotto soglia che sopra soglia.
Garantire qualità ed innovazione anche all’interno della PA, favorendo i processi di innovazione nella PA come BIM e agenda digitale. Con tali sistemi si riducono i tempi per le PA, si razionalizzano le spese, il processo di progettazione è più e cace ed aumenta la competitività con l’estero. La proposta di sistemi scuola-lavoro o scuola-bottega, già esistenti in altri ambiti lavorativi, possono essere ampliati all’ingegneria e posti a supporto della PA Promuovere (attraverso enti pubblici, economici e non) canali di collegamento tra innovatori e investitori attraverso un servizio d’interfaccia basato su un sistema tipo “banca dati”.

Tema “POLITICHE A SOSTEGNO DELLA PROFESSIONE”
Freelance card, in analogia al bonus cultura dei giovani under 18; non potrà essere istituita solo per gli ingegneri ed è necessario capire la sostenibilità della misura per inserirla in un’eventuale legge di Bilancio futura. Trasferimento requisiti e vantaggi delle start up innovative ai professionisti. Possibilità per i professionisti di usufruire del microcredito istituito dal MISE.

Tema “STP -Società tra Professionisti”
Il CNI ha richiesto di poter affrontare e risolvere, con il supporto del Ministero per lo Sviluppo economico, alcune criticità legate alla disciplina delle STP – Società Tra Professionisti ed al relativo trattamento scale, che ad oggi ne hanno impedito la loro diffusione, rappresentando uno strumento adatto al rilancio del lavoro professionale, in una forma meglio organizzata e più efficiente per a rontare un mercato in continua trasformazione. Ciò vale, in modo particolare, per le giovani generazioni.

Nei giorni successivo all’incontro con i tecnici del Ministero il Network Giovani Ingegneri ha rielaborato le proposte secondo i suggerimenti e le richieste indicateci. È stato quindi stilato un nuovo documento che dopo essere stato validato dal CNI, e dal suo centro studi, è stato inviato al MISE.Nell’attesa di ulteriori sviluppi stiamo comunque continuando a lavorare per migliorare e concretizzare ulteriormente le proposte presentate. In questi mesi speriamo di aver dato uno spunto di riflessione al Ministero sulla situazione reale del mondo dell’ingegneria, non con una sterile lamentela ma proponendo invece delle possibili soluzioni sostenibili che potranno migliorare la condizione della categoria e dei giovani ingegneri.

 

 

Giulio Lavagnoli

Delegato al Network Giovani Ingegneri
Commissione Giovani

 

Autore: Karin Cipriani
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