La nuova norma CEI 11-27

Gli infortuni legati al contatto diretto costituiscono circa il 4% dei casi di infortunio grave e mortale: una causa percentualmente inferiore rispetto alle cadute dall’alto (circa il 25%)1, ma pur sempre significativa. Nella banca dati “Informo” (ultima consultazione: 11/06/2015) dell’INAIL è possibile comprendere l’eziologia degli infortuni mortali legati al rischio elettrico; ci si imbatte in diversi casi legati alla mancata applicazione di chiare procedure di manutenzione, per esempio:

  • “fa iniziare un nuovo lavoro senza verificare la presenza di tensione sui conduttori elettrici che alimentavano elementi all’interno della cabina”;2
  • “lavora senza staccare energia elettrica e da solo”;
  • “controlla la presa e la spina con impianto in tensione”.

Disegno1 (organizzazione)Nel freddo e sintetico linguaggio della banca dati i casi mostrano che con una verifica preventiva si sarebbero potute evitare numerose vittime. è evidente l’importanza di uno standard relativo al lavoro elettrico; importante tra l’altro perché il mondo della manutenzione ha visto una crescita esponenziale della “esternalizzazione” con il ricorso ad imprese esterne – spesso concorrenti alla stessa opera – e questo richiede di elevare sempre più il livello di coordinamento. Anche da qui l’importanza di una norma che, mettendo a fattore comune terminologia, organizzazione e procedure, faciliti il coordinamento dei vari soggetti coinvolti.

La norma CEI 11-27

La norma CEI 11-27 – definitivamente in vigore nel febbraio 2015 – costituisce la IV edizione e presenta una struttura identica alla Norma CEI EN 50110-1:2014-01 da cui deriva.

Essa si applica alle operazioni e attività di lavoro sugli impianti elettrici o vicino ad essi, a qualunque livello di tensione; fornisce le prescrizioni di sicurezza per attività sugli impianti elettrici e, in particolare, si applica alle procedure di lavoro e a quelle di esercizio durante i lavori e di manutenzione. è interessante notare che essa si applica a tutti i lavori elettrici ma anche ai lavori non elettrici quali ad esempio lavori edili eseguiti in vicinanza di impianti elettrici, di linee elettriche aeree o in vicinanza di cavi sotterranei non isolati o insufficientemente isolati. Per quanto attiene i lavori sotto tensione su impianti a tensione superiore a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua occorre invece fare riferimento alla CEI 11-15. Ma quali sono le principali innovazioni introdotte dalla CEI 11-27?

Esse sono dichiarate nel frontespizio della norma stessa e ben dettagliate nel Rapporto tecnico CEI 11-81 “Guida alle novità dei contenuti della Norma CEI 11-27, IV edizione, rispetto alla III edizione”. Ci soffermeremo su alcuni aspetti che sono di particolare importanza per datori di lavoro, RSPP e professionisti della sicurezza (essi dovranno attentamente verificare l’adeguatezza delle procedure in essere alla nuova norma):

  • definizioni riguardanti i responsabili degli impianti elettrici e dei lavori eseguiti su di essi;
  • definizioni di lavoro elettrico e di lavoro non elettrico;
  • prescrizioni di sicurezza per le persone comuni (PEC) che eseguono lavori di natura non elettrica e documento di valutazione delle distanze;
  • modifiche alle distanze di lavoro sotto tensione (DL) e di lavoro in prossimità (DV);
  • revisione e aggiunta della modulistica correlata ai lavori elettrici e non elettrici.

Definizioni riguardanti i responsabili degli impianti elettrici e dei lavori eseguiti su di essi

La terminologia non cambia rispetto alla revisione precedente3 tuttavia – soprattutto dal punto di vista dell’organizzazione dei lavori – occorre sottolineare l’introduzione del:

  • URI, Persona o Unità Responsabile dell’impianto elettrico;
  • URL, Persona o Unità Responsabile della realizzazione del lavoro;

accanto alle preesistenti:

  • RI, Persona designata alla conduzione dell’impianto elettrico;
  • PL, Persona preposta alla conduzione dell’attività lavorativa.

La differenza sostanziale tra URI e RI è legata al fatto che URI è il responsabile in condizioni ordinarie e RI è responsabile durante il lavoro elettrico. La URI può non avere le conoscenze per poter condurre o mettere in sicurezza l’impianto elettrico: perciò individua, prima di iniziare qualsiasi lavoro, una persona, il RI, cui assegnare questi compiti.

Queste funzioni e responsabilità dovranno essere preventivamente definite e attribuite in maniera formalizzata (p.e. attraverso permessi di lavoro); ovviamente nei lavori in organizzazioni semplici URI è il datore di lavoro committente mentre RI, URL e PL possono coincidere nella figura dell’elettricista che effettua il lavoro.

Disegno2 (distanze)

Definizioni di lavoro elettrico e di lavoro non elettrico

Per quanto attiene la definizione di lavoro elettrico e non elettrico essa è fondamentalmente basata sulle distanze di lavoro da una parte attiva in tensione:

  • DL, delimita lo spazio intorno alle parti attive nel quale non è assicurato il livello di isolamento atto a prevenire il pericolo elettrico e individua il lavoro sotto tensione;
  • DV, delimita lo spazio esterno alla zona di lavoro sotto tensione e indica la Zona prossima nello spazio tra DL e DV si ha lavoro elettrico;
  • DA9 delimita lo spazio esterno alla zona prossima. Tra DV e DA9 si ha un lavoro non elettrico. A distanza maggior di DA9 si ha un lavoro ordinario.

La distanza DA9 coincide con le “Distanze di sicurezza da parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non sufficientemente protette da osservarsi, nell’esecuzione di lavori non elettrici”, della Tabella 1 dell’allegato IX del D.Lgs. 81/08. La norma fornisce le prescrizioni di sicurezza per:

  • lavoro elettrico;
  • lavoro non elettrico;
  • lavoro sotto tensione.

Una valutazione dei rischi di un lavoro elettrico si fonda preliminarmente sulla valutazione di queste distanze.

Prescrizioni di sicurezza per le persone comuni (PEC) che eseguono lavori di natura non elettrica e documento di valutazione delle distanze

I lavori a distanza maggiore di DA9 non sono evidentemente trattati dalla noma, i lavori compresi tra DA9 e DV devono essere oggetto di attenta valutazione perché presentano il rischio di scendere al di sotto della DV. In questi casi la gestione delle misure di prevenzione e protezione si differenzia in funzione delle figure professionali che partecipano ai lavori:

  1. soltanto PES o PAV; esse non adottano procedure di sicurezza se non quelle necessarie per evitare di invadere la distanza DV. Non è necessaria la compilazione di documenti quali i Piani di lavoro, di intervento, ecc. e la misura di sicurezza è costituita dalle loro capacità operative.
  2. anche PEC: una PES deve svolgere azioni di supervisione o una PES o una PAV devono svolgere una sorveglianza senza necessità di elaborare Piani di lavoro, Piani di intervento, ecc.
  3. soltanto PEC; e l’attività comporta mezzi o attrezzi il cui uso dà luogo al pericolo dovuto soltanto all’altezza da terra nei confronti di una linea elettrica sovrastante, è sufficiente fare in modo che l’altezza da terra di tali mezzi o attrezzi (compresa quella di una persona e degli attrezzi o mezzi da lei maneggiati) non superi:
    • 4,00 m se la linea è in Bassa o Media tensione (≤ 35 kV); –
    • 3,00 m per le linee in Alta tensione (>35 kV).

Si noti che questi valori per la BT o MT sono stabiliti sulla base di:

  • altezza minima da terra della linea elettrica (vedi DM 21 marzo 1988): 5 m (BT) o 6 m (MT)
  • distanza Dv fino a 1 kv (tabella A.1 della norma): 0,3 m o 1,32 m
  • approssimazione all’intero inferiore e margine di sicurezza di 0,5 metri

Quanto sopra vale anche nei cantieri posti a distanza minore di DA9: pertanto se il pericolo deriva dalla linea elettrica soprastante è sufficiente limitare l’altezza da terra dei mezzi, negli altri casi (p.e. quando la linea è raggiungibile lateralmente da persone o attrezzature) è necessario stabilire le reali distanze di lavoro nel cantiere o caso specifico e predisporre il “Documento di valutazione delle distanze” (vedi all. C ed E della norma) ed eventualmente predisporre le opportune misure per evitare di invadere la DV nelle condizioni sfavorevoli ragionevolmente prevedibili

Modifiche alle distanze di lavoro sotto tensione (DL) e di lavoro in prossimità (DV)

La norma prevede, in generale una riduzione delle distanze DL e DV (per adeguamento con la CEI EN 50110-1). In particolare la DL ora è ridotta a 0 mentre nella precedente norma era di 15 cm: ciò significa che in BT un lavoro è ritenuto sotto tensione soltanto se si entra in contatto con la parte attiva in tensione; in caso contrario, si sta eseguendo un lavoro elettrico in prossimità, cioè a distanza (in cm) d tale che 0 < d < 30 cm (nella precedente CEI la DV era di 65 cm) Questa riduzione comporta una maggiore flessibilità nelle manutenzioni e misure svolte in BT ove non vi è il rischio di contatto con parti attive al dito di prova (grado di protezione ≥IPXXB), ovviamente tenendo conto dell’adeguatezza dell’attrezzatura utilizzata (in modo da non ridurre il grado di protezione).

Revisione e aggiunta della modulistica correlata ai lavori elettrici e non elettrici

Disegno3 (schema)La norma è stata significativamente aggiornata con l’aggiunta di modulistica ed esempi applicativi che ne chiariscono le modalità applicative. Risulta particolarmente importante in fase di organizzazione dei lavori la nomina di RI da parte dell’URI (esemplificata nel modulo in all. F), ciò poiché il RI assume un ruolo centrale nello sviluppo della sicurezza operativa; ad esso compete lo sviluppo di piani di lavoro e dei piani intervento. Detti piani (necessari nei casi complessi) possono essere realizzati utilizzando i documenti riportati in allegato G, ed eventualmente in forma standardizzata per lavori non ripetitivi; l’uso di una modulistica standardizzata facilità inoltre la comunicazione in un settore come quello della manutenzione elettrica spesso caratterizzato dalla compresenza di più organizzazioni che devono potersi scambiare le informazioni in maniera non solo precisa ed efficace ma anche efficiente. Accade infatti spesso che l’applicazione dell’art. 26 del D.Lgs. 81/08 comporti il proliferare di scambi documentali tra le parti impegnate nei lavori e può accadere che le informazioni effettivamente importanti non siano sempre facilmente reperibili per chi sta operando “sul campo”.

E’ interessante notare come la CEI 11-27 ponga una grande attenzione agli aspetti di comunicazione, soffermandosi in maniera precisa sulle modalità con cui essa può essere effettuata; con un paragrafo dedicato “4.3.3 Obiezioni sulla sicurezza operativa” viene data enfasi particolare ad una frase già presente nella CEI precedente “Ogni lavoratore che per ragioni di sicurezza obietti sull’esecuzione di un’attività, deve poter riportare immediatamente le sue obiezioni al PL. Questi, prima di poter decidere se accogliere l’istanza, analizzerà la segnalazione …”. In un contesto spesso complesso come quello del lavoro elettrico un processo di “decision-making” efficace richiede un ruolo attivo, assertivo e partecipativo del lavoratore e una comunicazione veramente bi-direzionale4.

In generale la nuova edizione della CEI 11-27 garantisce migliore chiarezza e flessibilità applicativa, a pari livelli di sicurezza; le implicazioni vanno ben al di là del lavoro elettrico propriamente detto perciò la sua conoscenza è necessaria per tutti i professionisti e tecnici operanti nel campo della sicurezza sul lavoro.

Nicola Bottura

About Nicola Bottura

Laureato in ingegneria al Politecnico di Milano. Dal 1996 svolge attività di audit, formazione e consulenza. Vice-presidente di ALI, opera nelle aree della valutazione dei rischi, dei sistemi di gestione della sicurezza e dei processi di “Behavior-Based Safety”.

  1. AA.VV., Indagine integrata per l’approfondimento dei casi d’infortunio mortale, Roma, INAIL/ISPESL/ Conferenza dei Presidenti delle Regioni, 2006. 

  2. La rete di terra di impianti industriali nei quali è diffusa la regolazione di velocità dei motori per via elettronica è percorsa da correnti armoniche ed infrarmoniche (terra di funzionamento), anche se il voltmetro indica valori di tensione non apprezzabili e quindi confondibili con lo zero. L’interruzione di un conduttore di terra quindi può provocare l’interruzione non prevista di una corrente con il conseguente aumento istantaneo di potenziale del conduttore staccato da terra (in alcuni casi fino a valori pericolosi). Si consiglia quindi, prima di operare, di verificare se detti conduttori sono percorsi da corrente e non limitarsi a verificare la mancanza di tensione. Analoga situazione può presentarsi per i conduttori di fase e quindi anche per essi va verificata la presenza di correnti e senza limitarsi alla sola verifica della mancanza di tensione. 

  3. V. Carrescia, G. Nanni, Nuova Norma CEI 11-27, Tuttonormel, marzo 2015, pp. 3-15. 

  4. Flin, O’Connor, Crichton, Safety at the Sharp End: a guide to Non-technical Skills, Ashgate Pub Co, Burlington, 2008. 

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Commenti (1)

  1. […] Analisi e implicazioni per le aziende della nuova norma CEI 11-27 nell’articolo sul notiziario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona (http://ingegneriverona.it/la-nuova-norma-cei-11-27/). […]

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