Sviluppare la leadership professionale

Nel mese di ottobre si è svolto presso la sede dell’Ordine degli Ingeneri il corso “Sviluppare la leadership professionale: self leadership e leadership condivisa”. In un mercato sempre più in di coltà, dove la libera professione così come la conosciamo ha subito un duro colpo, un bravo leader può fare la di erenza. Il corso voleva gettare le basi per poter sviluppare attraverso la teoria, ma soprat- tutto attraverso l’esperienza diretta, la capacità di migliorare il proprio approccio e la posizione nei confronti della riuscita e della soddisfazione nell’ambito dell’at- tività professionale nonché aumentare il livello di consapevolezza del proprio ruolo nell’ambito del contesto organiz- zativo e ottenere una e cace gestione dei collaboratori e quindi del business. Abbiamo intervistato le due protagoniste di Cassiopea, società specializzata nella formazione e nel coaching, Tiziana Recchia e Monica Bertini, che ci hanno così sintetizzato la loro visione.

 

Leader si nasce o si diventa?

Tiziana Recchia: Si tratta della domanda che da sempre gli studiosi di leadership, ma gli stessi imprenditori e ognuno di noi si pone quotidianamente nel suo approccio al lavoro ma anche alla vita. Noi crediamo che la leadership sia una competenza che si acquisisce. Ognuno di noi, con le proprie caratteristiche personali, si propone come leader ed ha la possibilità di sviluppare e accre- scere le skills che gli permettano, negli ambienti che vive, di essere fattore di crescita per le persone e per il business. Certo, esistono poi persone che nascono con particolari doti di carisma e di carat- tere che per natura, gli altri sono portati a seguire. Ma anche per loro, è impor- tante coltivare la formazione a queste doti, per saperle gestire nel modo più e cace possibile.

 

Quali sono le caratteristiche più impor- tanti di un vero leader?

Monica Bertini:
– Auto motivazione e auto osservazione ;

-crescita continua;

– avere visione strategica e cogliere i segnali deboli del mercato e della propria organizzazione sia essa uno studio o un’azienda;

– sviluppare i propri collaboratori secondo le loro personali potenzialità;

– curiosità e propensione al rischio;

-passione e dedizione (sapersi dare)

 

Cosa vuol dire Self leadership?

TR: Ogni volta che tocchiamo il tema della leadership, il primo aspetto fondamen- tale per noi è di focalizzare le persone a fare una ri essione accurata su di sè. Coltivare e sviluppare la leadership di se stesso è un impegno costante per il leader.

La sua gura, proprio perché racchiude attenzione fatta di cuore, testa e azione, ha la necessità di imparare sempre più a “usare bene” se stesso e quale miglior strumento dello studio costante e approfondito del proprio essere. Non sono più su cienti capacità tecniche o relazionali o il solo sapere, oggi per portare avanti la propria professione e la propria azienda, ma ciò che fa la di erenza è saper gestire la complessità.

Il modello della leadership situazionale, come si deve comportare il leader nei confronti dei collaboratori?
MB: Il modello che proponiamo rappresenta un aiuto, uno strumento che permette al leader di fare ordine, di capire con velocità e funzionalità quale stile sia più utile utilizzare con un collaboratore in vista degli obiettivi per la sua crescita e il suo sviluppo in azienda. Si tratta di calibrare il proprio comportamento valutando la maturità lavorativa del proprio collaboratore/interlocutore e agire di conseguenza.

Avere un modello da seguire permette di essere più funzionali risparmiando energia e tempo e riconoscendo subito le necessità giuste del proprio interlocu- tore, anziché agire per prove ed errori.

 

La motivazione alla base di ogni progresso professionale?

TR: La motivazione è un tema molto frequente all’interno degli ambiti lavora- tivi. Eppure così vago e così di cile da comprendere da essere ritenuto un punto di criticità.

In realtà questo dipende dal comprendere cos’è la motivazione e incominciare a guardarla con occhi diversi. I bisogni stanno alla base dei processi decisionali e ntanto che il leader non riesce ad individuare i propri bisogni e quelli dei suoi collaboratori/interlocutori, spenderà molte energie a cercare di spingere qualcuno ad appassionarsi a ciò che fa.

 

Quali sono i fattori principali che fanno fallire il processo di “delega”?

MB: La delega è un processo delicato e che ha bisogno di tempo e di maturità professionale per essere portato a buon ne. Spesso utilizzata come scarico di lavoro o non trasferita nella maniera corretta per questioni di tempo, è facile che sia un processo che, anziché portare valore, crea grosse di coltà.

Quali sono i principali fattori per il suo fallimento, direi: la volontà da parte del delegante di veder fatte le cose esatta- mente come le farebbe lui; la paura da parte del delegante di perdere potere; una delega fatta quando il delegato non ha ancora raggiunto una giusta maturità lavorativa, e ettiva o percepita; la mancanza di volontà da parte del delegato di assumersi questa responsabilità…solo alcune, ma ne esistono molte altre.

 

Quanto è importante il ritorno del “feedback”?

TR: Il feedback non è solo importante, è fondamentale in una realtà lavorativa organizzativa, ma anche di singoli profes- sionisti. Il feedback è ciò che permette il corretto uire della comunicazione interna e quindi dei processi di lavoro. MB: Inoltre, nello stretto ambito interper- sonale, è lo “strumento” che permette agli interlocutori di calibrare il proprio linguaggio in funzione della comprensione reciproca e quindi del mantenimento della circolarità comunicativa.

Quando il feedback manca, in ogni situazione, lavorativa e personale, manca la linfa che permette la relazione e il buon funzionamento delle attività.

 

Cassiopea

Cassiopea è una società specializzata nella formazione e nel coaching, sia life legato all’autostima e alla gestione emozionale, sia manageriale, relativo a leadership, gestione dei collaboratori, comunicazione, parlare in pubblico, saper sostenere delle interviste, ottimizzazione dell’organizzazione e gestione del tempo. Cassiopea è formata da Monica Bertini e Tiziana Recchia. 

 

 

Elena Guerreschi 

info@elenag.it

Autore: Karin Cipriani
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